Search results for " lessicografia"
showing 10 items of 17 documents
E. Esposito, Tra filologia e grammatica. Ricerche di papirologia e lessicografia greca
2018
Alberti di Villanuova et son dictionnaire "universel" bilingue
2013
Fjalor shpjegues i fjalëve të rralla të Ketës
2019
Nga pikëpamja gjuhësore dhe veçanërisht leksikore Keta është pa dyshim një autor i vështirë për t’u kuptuar nga lexuesi i sotëm. Vështirësia nuk rrjedh vetëm nga karakteri arkaik dhe tejet konservativ i arbërishtes së Sicilisë, që përbën gjithsesi bazën e gjuhës së këtij autori, por mbi të gjitha nga fakti se, sikurse e ka vënë re Matteo Mandalà në kreun VI të këtij vëllimi, Keta është autori i parë në historinë e shqipes së shkruar që u përpoq të kapërcejë kufijtë dialektorë me synimin për të krijuar një gjuhë letrare ndërdialektore që të përfshinte jo vetëm prurje nga të gjitha variantet lokale të shqipes së asokohshme, por njëherazi të ishte në gjendje të përmbushte nevojat shprehëse të …
L’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS)
2019
L’ALS (Atlante Linguistico della Sicilia) si realizza nell’ambito dell’attività di ricerca del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo. Il suo obiettivo è quello di documentare, tra il secondo e il terzo millennio, il repertorio linguistico dei siciliani, dallo stadio più arcaico del dialetto ai livelli più spinti di italianizzazione. Rappresentando un punto di incontro tra dialettologia tradizionale e sociolinguistica, L’ALS si articola in due sezioni: etnodialettale e sociovariazionale. La sua attività complessiva (prospettiva geo-etnolinguistica e prospettiva geo-sociolinguistica) si riflette nelle oltre 50 p…
Dialetto e dialettalità nella scrittura di Andrea Camilleri.L’incidenza delle parole ‘autoctone’
2017
La dialettalità della lingua di Camilleri traspare anzitutto sul piano lessicale. Ma le analisi fin qui note sulle parole “dialettali”, più o meno ibridizzate (o non precisamente italiane), della produzione camilleriana sembrano scaturire da un’impostazione che tende ad analizzarle dal punto di vista del significante: le parole non italiane rispecchiano i lessemi effettivamente presenti nel dialetto (e/o eventualmente registrati dalla lessicografia dialettale), oppure li evocano semplicemente, in quanto sottoposti a modificazioni fonetico/morfologiche (e quindi fono-ortografiche) ora in direzione della lingua, quelle di matrice dialettale, ora in direzione del dialetto, quelle di matrice it…
Il modulo toponomastico in Sicilia: tra ATOS e DATOS
2022
Il contributo presenta la genesi e gli obiettivi che hanno portato a progettare un modulo toponomastico all'interno dell'Atlante Linguistico della Sicilia. ll progetto di raccolta sul campo del patrimonio toponomastico orale si rende non più procrastinabile poiché i testimoni del sapere esperienziale dei luoghi si vanno sempre più riducendo. Le indagini sul territorio hanno già consegnato un panorama di conoscenze spesso unicamente dichiarative, con etichette che denotano ma non connotano la geografia dei luoghi e in cui talora è impossibile arricchire il dato linguistico con il contesto geoantropico, ergologico, simbolico, che spesso giustifica la stessa denominazione. Si presentano le car…
“SUCA” e “800A” nel dialetto e nell’italiano colloquiale: detabuizzazione e polisemia di un disfemismo siciliano, tra diafasia e diamesia
2020
Vine analizzata, dal punto di vista lessicografico e sociolinguistico, la parola di origine dialettale SUCA e la sua risalita nell'italiano regionale e nell'italiano colloquiale nonché la sua trasformazione grafica in 800A . Viene mostrata la sua vitalità, in prospettiva difasica e diamesica, nel dialetto siciliano, nell'italiano regionale di Sicilia, nell'italiano giovanile e colloquiale dell'Italia linguistica contemporanea,, nei mass media, nella CMT, nelle scritture esposte, negli usi letterari, nel linguaggio delle tifoserie calcistiche, nella marchionimia, nel linguaggio dei gesti.
Le parole del tempo perduto. Ritrovate tra le pagine di Camilleri, Sciascia, Consolo e molti altri
2016
Le parole del tempo perduto sono quelle che oggi si sentono sempre meno. Quelle che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni, nel corso della loro infanzia, hanno avuto, qualche volta, l’occasione di sentirle pronunciare dai più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali (parole, cioè, che non esistono nell’italiano o che vi sono giunte dal dialetto). Parole in grado di “raccontare”, in un quadro affascinante e straordinario, la “specificità” della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse si racconta la storia e “se ne parla” giocando e ironizzando, per quanto possibile, con i loro significati e con “i modi di dire” nei quali vivono, co…
Fitonimia e caratteri popolari in Sicilia, fra traslati e saperi popolari
2010
Il contributo si occupa del trasferimento di significato, nei dialetti siciliani, da termini appartenenti all’area semantica della fitonimia a quella dei caratteri umani, tentando di percorrere alcune piste possibili dei meccanismi etnosapienziali che abbiano motivato gli spostamenti semantici. Le fonti principali dei dati linguistici sono costituite da materiali lessicografici (dizionari e repertori onomastici) ed etnodialettali, raccolti sul campo in luoghi e per fini diversi Il mondo naturale, nella sua articolazione di flora e fauna, è, infatti, la prima fonte del sapere popolare: non stupisce, dunque, che questo sapere, che passa attraverso specifiche parole di un organico campo semant…
Dinamiche della percezione comunitaria attraverso i soprannomi etnici. Da Pitrè a oggi, in Sicilia.
2012
I soprannomi etnici costituiscono, in Sicilia, uno strumento onomastico privilegiato per cogliere le dinamiche della percezione intercomunitaria. Essi, infatti, disegnano, attraverso i tratti che si ritengono salienti, i caratteri, denotativi e connotativi, dei diversi centri. Analizzando il corpus di Pitrè, raccolto alla fine del XIX secolo, e il corpus odierno, raccolto all’interno del progetto DASES, è possibile cogliere il cambiamento, ma anche la persistenza di alcuni tratti, da quelli ergologici e quelli alimentari, da quelli comportamentali a quelli economici. Ciò consente di valutare cosa sia cambiato e cosa si sia mantenuto, che cosa le comunità continuino a stigmatizzare e quali e…